É morto Silvio Cherchi. Il redattore – tecnico – regista di «Radio Bonaria» ci ha lasciato improvvisamente questa mattina a causa di un infarto che in pochi minuti gli ha tolto la vita. A nulla è servito l’intervento dei medici del 118 che hanno tentato in tutti i modi di fermare la devastante crisi cardiaca. Il nostro parroco, fra Eugenio Caramia, prontamente informato del decesso, si è recato a casa di Silvio per benedire la salma. Il funerale lunedì alle 15,30 in basilica.
La notizia della morte di Silvio velocemente ha fatto il giro dei suoi numerosi amici, rimbalzata sui social e nelle testate online che col passare delle ore hanno aggiunto particolari sull’improvvisa morte di Silvio e cominciato a ricordarne la figura di scrupoloso cronista, di giornalista attento, di uomo garbato e socievole con cui era facile andare d’accordo. Per queste caratteristiche, la sua permanenza a “Radio Bonaria” è durata decenni con l’apprezzamento dei superiori della comunità mercedaria e dei responsabili che hanno guidato la Radio. Silvio è stato una certezza, un riferimento, un terminale sicuro di tutta l’informazione uscita dai 104,600 della nostra MF.
Nato 64 anni fa, Silvio col diploma di geometra anziché andare per cantieri si è fatto conquistare dalla passione per la radio. Prime collaborazioni con “Radio Cometa” – che trasmetteva dai locali di un palazzo in via San Lucifero dove si trovavano le sedi dell’Azione Cattolica e di altri movimenti dell’associazionismo diocesano – poi da Radio “Alfa” e “Beta” fondate da monsignor Antonino Orrù, futuro vescovo di Ales-Terralba, nei locali della parrocchia di Santa Lucia.
Quando i Padri Mercedari hanno deciso di dotarsi di una radio per diffondere e modernizzare le forme di devozione alla Madonna di Bonaria hanno pensato a Silvio Cherchi per assicurare continuità tecnica e contenutistica ai programmi, con la supervisione dei superiori del santuario. La nostra radio e la nostra informazione sono generaliste. Non c’è argomento che non venga trattato: politica, sport, cultura ( teatro, musica, libri), ovviamente religione, spiritualità, catechesi. Silvio si muoveva con sicurezza nell’informazione su queste tematiche. Ma due settori lo vedevano padrone come pochi della materia: musica e teatro. C’è stato un periodo in cui molti giovani artisti hanno risposto alle sue puntuali interviste per programmi accolti sempre con simpatia dai nostri ascoltatori.
Se avesse avuto il tempo e lo spazio avrebbe sicuramente trasformato i locali della redazione in un salotto dove far conversare insieme i numerosi collaboratori che Silvio “curava” con periodiche telefonate per un “tutt’a posto” e “come stai”: era il segnale per far ripartire i programmi, dopo le vacanze che da luglio ai primi di settembre gli “esperti” si concedevano. Silvio, giornalista pubblicista di lungo corso , molto stimato dai colleghi della radio e della carta stampata, si concedeva una pausa soltanto la settimana di ferragosto. Ogni giorno al lavoro: la mattina sintonizzato su Radio Bonaria, da casa, sempre pronto a intervenire per correggere eventuali scherzi tecnologici; il primo pomeriggio alla consolle del regista o al microfono dello speaker.
Da quasi un anno, a volte nello studio gli teneva compagnia la fidanzata Giulia. Avevano fissato le nozze per il prossimo settembre. Purtroppo nessuno dirà più: « Cari ascoltatori, è Silvio Cherchi che vi parla e vi saluta».
Mario Girau



